martedì 2 agosto 2016

RECENSIONE LA MAFIA MI RENDE NERVOSO DI ISIDORO MELI

Ciao a tutti lettori anonimi!
Oggi vi presento la recensione del romanzo "La mafia mi rende nervoso" di Isidoro Meli, perché come ha detto Maurizio de Giovanni "Imbarcatevi nella storia di Isidoro Meli con lo stesso spirito delle montagne russe. E non fidatevi delle salite, perché poi piomberete nel vuoto a capofitto".


Titolo: La mafia mi rende nervoso
Lingua originale: italiano
Autore: Isidoro Meli
Editore: Frassinellli
Anno: 2016
Genere: Romanzo
Sottogenere: Narrativo
Formato che ho e prezzo di copertina: rilegato a € 17.50
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Vittorio Mazzola, voce narrante di questo romanzo, racconta la storia di Tommaso Traina, il figlio muto di un mafioso ucciso dai compari, i quali per compensare la famiglia della perdita, lo assumono come portapizzini. Con un fratello spacciatore e campione di PlayStation, che al contrario di Tommaso è considerato da tutti un giovane fenomeno, e una pseudo fidanzata tossicodipendente e psicotica, Tommaso si ritrova a vivere un'esistenza popolata di personaggi improbabili e scandita da messaggi enigmatici e tragitti insensati, che hanno il solo scopo di sprofondare nella confusione sbirri e rivali. Chi non va in confusione è proprio Tommaso, da tutti ritenuto analfabeta e tonto, oltre che muto, e che invece tonto non è, e nemmeno analfabeta. 


Il libro viene scritto principalmente dal palermitano Vittorio Mazzola, nonché la voce narrante del libro.
Lui ha sempre avuto una certa curiosità nel capire o cercare di immaginare, come sarebbe il nostro mondo senza la mafia.
Lui è un palermitano e perciò gli risulta più difficile, ma un giorno incontra il ragazzo Tommaso Traina, che gli racconterà in qualche modo la sua storia.
La sua è una storia particolare, ma di sicuro una storia di chi conosce tanto, perché sa la verità, la storia di un uomo che vuole mettersi al gioco con se stesso.

Le risse, la droga, le infiltrazioni politiche sono particolari che non vanno ad influenzare molto il racconto, perché il centro vero e proprio del libro è il cercare di raccontare la mafia ricavandola dal mito, e allora solo così forse riusciremmo a comprenderla meglio: il suo meccanismo, la sua logica e la sua autodistruzione.
Trovo molto bella la scelta del personaggio Tommaso Traina, perché nonostante sia un uomo con una realtà di vita molto diversa e distante dal mondo della mafia, riesce comunque a rendere più chiaro il suo meccanismo, proprio per la sua vita passata, la sua arguzia, il suo trauma imppossibile da affrontare e per il dolore che ha provato.

E concludo citando le parole di un post di un blog in internet, che mi ha ispirato a leggere questo libro molto più volentieri di quanto mi aspettassi: “Il fenomeno mafioso è una mentalità che la storia ci tramanda, una forma mentis più che un'organizzazione. La si può combattere solo abbandonando il "come si è sempre fatto". Tommaso Traina vince non per la vendetta, ma per esser riuscito a superare quella logica.”
 
VOTO:  4/5 

Spero che anche questo mio post vi sia piaciuto, che sia stata chiara, e se avete dubbi o consigli contattatemi. Tutte le info nella sezione apposita.
 Al prossimo post

- La ragazza che si nasconde dietro un libro - 

 

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